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CATEGORIES:Economia Solidale, Lavoro e Cura nella cornice della Decrescita, Francesco GESUALDI, Sergio VENEZIA, Bernardo SEVERGNINI, Online
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SUMMARY:Un altro Lavoro per un'altra Società
DESCRIPTION;ENCODING=QUOTED-PRINTABLE:Tutto dimostra che se vogliamo ritrovare l’equilibrio con l’ambiente nel ri
 spetto dell’equità, gli opulenti debbono accettare di rivedere in profondit
 à produzione e consumo. E che nessuno si illuda: il problema ambientale non
  è circoscritto all’eccesso di anidride carbonica e quindi ai cambiamenti c
 limatici. La crisi è molto più profonda coinvolgendo al tempo stesso tutte 
 le risorse e tutti i rifiuti. Sul fronte delle risorse la crisi ha il volto
  della scarsità, su quello dei rifiuti dell’accumulo. Solo per citare due e
 sempi, ogni anno abbiamo un di deficit di terra fertile del 40%, mentre nel
  Pacifico c’è un’isola di plastica grande come la Francia. \nTutto questo c
 i dice che per raggiungere il traguardo della sostenibilità non basta passa
 re dalle fonti fossili alle energie rinnovabili, continuando a cullarci all
 egramente nel sogno della crescita infinita.Contemporaneamente dobbiamo acc
 ettare di ridurre produzione e consumi, che non significa ritorno alla cand
 ela, ma liberazione dalla schiavitù dell’inutile e del superfluo. Una scelt
 a che si fa ancora più urgente alla luce del fatto che miliardi di persone 
 non hanno ancora conosciuto il gusto della dignità umana. Né potranno conos
 cerla finché gli opulenti continueranno a sguazzare nello spreco perché c’è
  competizione per le risorse scarse. \nMolte famiglie riconoscono la necess
 ità di orientarsi verso stili di vita più sobri, ma una paura le blocca: se
  consumiamo di meno, come può “girare” l’economia e che fine faranno i nost
 ri posti di lavoro?Angoscia derivante dalla consapevolezza che in un sistem
 a di mercato l’occupazione dipende dalla capacità delle aziende di vendere 
 ciò che producono. Così il lavoro salariato finisce per trasformarsi in nem
 ico della sostenibilità. \nDetta in un altro modo, non riusciremo mai ad im
 boccare la strada della sostenibilità finché non affronteremo il tema del l
 avoro, ossia come garantirci da vivere senza bisogno di crescita. Ed è prop
 rio con l’intento di promuovere questo tipo di dibattito che il Centro Nuov
 o Modello di Sviluppo, in collaborazione col Gruppo economia del Movimento 
 per la decrescita felice(*), ha elaborato il dossier “Un altro lavoro per u
 n’altra società”\nLa tesi del dossier è che bisogna cambiare prospettiva: b
 isogna smettere di dire che l’obiettivo è creare lavoro e affermare, invece
 , che l’obiettivo è garantire le sicurezze. Il nostro problema non è fatica
 re, ma avere di che mangiare, coprirsi, muoversi, studiare, curarsi. Per cu
 i non dobbiamo chiederci come possiamo creare lavoro, ma come possiamo gara
 ntire a tutti la possibilità di vivere dignitosamente utilizzando meno riso
 rse possibile e producendo meno rifiuti possibile. Ed è chiaro che il modo 
 migliore per garantirci le sicurezze col minor utilizzo di risorse è l’appl
 icazione diretta del lavoro ai bisogni da soddisfare.\nLa proposta, insomma
  è tassare il tempo anziché il reddito, perché il lavoro è la risorsa più a
 bbondante di cui disponiamo.Del resto applicando il lavoro direttamente a c
 iò che ci serve, possiamo risolvere i nostri problemi essenziali senza far 
 crescere inutilmente l’economia di mercato. A questo riguardo il dossier pr
 ospetta scenari suggestivi ipotizzando la copertura gratuita, dalla culla a
 lla tomba, di tutti i bisogni fondamentali in cambio di tempo dato alla col
 lettività in forma organizzata e permanente. E per cominciare a muoverci in
  questa direzione, si propone di istituire subito un servizio civile obblig
 atorio valido per tutti i giovani.\nPer concludere, Alex Langer diceva che 
 la conversione ecologica si affermerà solo se sarà socialmente desiderabile
 . Ossia se la gente si convincerà che la vita ispirata all’economia del lim
 ite è migliore di quella ispirata all’economia della crescita. E poiché la 
 prima esigenza di ogni famiglia è avere di che vivere, è proprio di questo 
 che dobbiamo parlare gettando il pensiero oltre la siepe. Sapendo, cioè, ch
 e quando la barca non avanza perché l’acqua è scesa a tal punto da fare pog
 giare lo scafo sul fondo, non è continuando a remare che possiamo sperare d
 i rimetterla in movimento. L’unico modo per farla ripartire è inventarci la
  ruota.\n\n\nDurante questo incontro Francesco Gesualdi (Centro Nuovo Model
 lo di Sviluppo) e Sergio Venezia (Operatore sociale nel sindacato) moderati
  da Bernardo Severgnini (MDF Lucca), si confronteranno sulle tesi contenute
  in questo dossier che è possibile scaricare qui.\n\n\nL'incontro sarà in d
 iretta facebook sulla pagina Facebook del Movimento per la Decrescita Felic
 e\n\n\nPer partecipare, di prega di compilare questo modulo.\n\n\n \n\n\nGu
 arda la registrazione dell'evento\n

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\n\n \n This event was importe
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